Fondo di solidarietà educativa

Incontro dei capi delle Chiese Orientali e dei Presidenti delle Conferenze Episcopali.
"A 10 anni di Amoris laetitia: annunciare il Vangelo alle famiglie oggi"

7 - 14 ottobre 2026

Sr. Helen Alford propone la meditazione iniziale (Foto da VATICAN MEDIA)
 
“Chi pensi che ci sia lassù nei cieli?” chiedono due genitori al proprio figlioletto, al quale volevano iniziare a parlare di Dio lungo le rive del Lago Trasimeno, non lontano da Assisi. Le risposte sono inizialmente quelle classiche: il sole, la luna, le stelle. “Ma non pensi che anche Dio sia in cielo?”, domandano infine i due adulti. Il bambino risponde con tono deciso: “Oh no, no. Dio è qui, con noi”. Da questa breve storia vera prende le mosse la meditazione guidata da suor Helen Alford, domenicana di Santa Caterina da Siena e presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, pronunciata oggi pomeriggio, 7 ottobre, in Aula Paolo VI alla sessione iniziale dell’incontro con i capi delle Chiese Orientali e i presidenti delle Conferenze Episcopali dal titolo “A dieci anni di Amoris laetitia: annunciare il Vangelo con le famiglie oggi”. (Vatican Media)
Suor Alford: aiutare i giovani ad assumere l’impegno del si
«Il Vangelo della famiglia deve essere annunciato alle giovani generazioni», ma questo annuncio passa anzitutto dalla testimonianza concreta delle famiglie stesse. È uno dei passaggi centrali della meditazione proposta da suor Helen Alford, domenicana e presidente della Pontificia Accademia delle scienze sociali, tra gli interventi che hanno aperto ieri, alla presenza del Papa, i lavori dell’incontro sinodale sui dieci anni da Amoris laetitia nell’Aula Paolo VI. Una riflessione che la religiosa ha aperto con piccolo aneddoto: il racconto di un bambino, che, interrogato dai genitori su dove si trovi Dio, risponde: «Dio è qui, con noi». Un’intuizione che, secondo Alford, mostra come spesso siano proprio i più piccoli a ricordare agli adulti la presenza del Signore nella vita quotidiana. Nel suo intervento la domenicana ha insistito sulla necessità di presentare il matrimonio non come un ideale irraggiungibile, ma come una vocazione concreta. «La santità cresce attraverso le fragilità della vita umana», ha osservato, invitando a leggere le difficoltà familiari come un’opportunità di affidamento a Dio. Per questo, ha aggiunto, è importante aiutare i giovani a «non avere paura» di assumere gli impegni definitivi del matrimonio e della vita familiare. Al centro della meditazione la religiosa ha posto il racconto evangelico della Samaritana: Gesù incontra una donna segnata da una storia affettiva complessa e proprio quell’incontro cambia la sua esistenza, facendone un’annunciatrice della Buona Notizia: «La fragilità può diventare il luogo in cui emerge la grazia di Dio», ha concluso.
< da Avvenire dell’8 ottobre 2026 > (foto pubblicata =>)
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